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Cultura - Chiese
LA CATTEDRALE
La Cattedrale, di origine normanna, con visibili ricostruzioni e ristrutturazioni di età successive, è dedicata alla Madonna della Presentazione o Isodia. In posizione eminente rispetto al centro del paese, sorse su di una piazza che si innalza su una loggia con arcate murate, con resti di mattoni di due finestre che appartenevano all'antica chiesa dell'Odigidria. Si ritiene infatti che l'antica costruzione della Cattedrale debba ascriversi ai primi secoli dopo Cristo. A dimostrazione della sua esistenza nel V secolo figura la sottoscrizione di Lorenzo Vescovo di Bova. Padre Giovanni Fiore considera la Cattedrale di Bova una delle più antiche della Calabria, fondata nel I secolo, da Santo Stefano di Nicea, primo Vescovo di Reggio. Il prospetto principale, scandito in tre parti da lesene, presenta un portale con stipite in pietra tufacea di stile tardo- barocco, ornato da due colonnine con piccoli capitelli, mensole e pennacchi, sormontato dallo stemma dell'ultimo Vescovo di Bova. Interessante è l'ingresso alla Cappella del Sacramento, ubicato sulla fiancata, con portale in pietra decorata, sulla cui architrave è incisa l'iscrizione con la data del 1691.
L'interno, di tipo basilicale, è a tre navate divise da pilastri che sorreggono quattro arcate, il soffitto è ligneo a capriate. In fondo all'abside centrale è situato il monumentale altare maggiore con fastigio sopraelevato; al centro, entro una nicchia, è posta la statua della Madonna della Presentazione o Isodia. La statua della Madonna con il Bambino in braccio è scolpita in marmo bianco di Carrara, a tutto rilievo, è a tre quarti di busto ed alta un metro. Poggia su di uno scannello di marmo, decorato a bassorilievo con lo stemma della città di Bova, rappresentato da un bue, che copre tutto il prospetto anteriore, sovrapposti ad esso vi sono due angeli in adorazione ai lati di un piccolo sportello che serviva da ciborio. L'immagine della Madonna ha una espressione di dolcezza e di materno affetto. L'elegante esecuzione dell'opera si vuole attribuire a Rinaldo Bonanno, noto scultore del XVI secolo. Sull'estremità dello scannello è scolpita un'iscrizione datata 1584. La Madonna ed il Bambino erano ornati di corone d'argento finemente lavorate, certamente aggiunte in un momento successivo poiché recano incisa la data 1614.
I manufatti lavorati a sbalzo con decorazioni appartengono a bottega di oreficeria Siciliana. Nell'abside della navata destra, si conserva l'artistico altare del Sacramento: posto un tempo nella Cappella del Sacramento, nell'abside della navata sinistra, chiusa nel 1978 per le lesioni nel pavimento e nelle strutture murarie, l'altare è stato trasportato nella Cappella dell'Assunta. L'opera è in marmi policromi: due colonnine monolitiche con capitelli e cornicione sorreggono la grande pala del fastigio; sulla cornice superiore si legge l'iscrizione datata 1714. La composizione decorativa del paliotto completa l'architrave. L'opera è attribuita a maestranze siciliane, presumibilmente messinesi, operanti nella regione, dove hanno lasciato cospicui esempi di marmi policromi intarsiati. danneggiata dal terremoto del 1908 che provocò lesioni e rigonfiamenti nelle strutture murarie fu in parte restaurata verso il 1930.
Adiacente alla Cattedrale è la struttura del Campanile a pianta quadrata che si sviluppa per un'altezza di m 7.5 , la cui torre campanaria è fornita di quattro campane. Secondo un'antica tradizione nella chiesa erano situate antiche sepolture. Uno scavo in corso, nell'area della navata centrale, condotto dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, ha, infatti, riportato alla luce numerose tombe, con un'innumerevole quantità di resti di ossa umane.
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