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Memorie - Figure bovesi
EUGENIO MALGERI
Nacque a Bova il 27 febbraio 1865.
Fin da ragazzo dimostrò il suo vivido ingegno.
Studiò a Reggio Calabria dove conseguì la licenza liceale.
Laureato in Lettere e Filosofia nell'Università di Palermo, iniziò subito il suo insegnamento in quella città trasferendosi a Marsala per continuarla.
Molto dotto in latino e greco ricco di profonda cultura fu ritenuto uno dei migliori professori del tempo.
Nel 1896 diede una prima notevole prova della sua maturità con un'interessante " Nota Paleografica" ad illustrazione di Strabone e l'anno successivo tenne una conferenza a Messina con la traduzione di una prima parte del VI libro della geografia del grande storico antico.
Continuando ad interessarsi alle ricerche su Strabone tenne la cattedra di latino e greco nel liceo Maurolico di Messina ed in seguito quelle di lettere italiane nell'istituto tecnico della stessa città.
Il Malgeri, l'impegnato strabobiano, fu anche poeta, cantore mite, semplice, autore di liriche di fattura carducciana .
Per i suoi grandi meriti letterari fu eletto membro della "Reale Accademia Peloritana" meritandosi la medaglia d'oro.
Giovanni Pascoli, suo collega, lo disse: "Normanno di Bova alto e quadrato".
Gli studenti di Bova andavano spesso a trovarlo felici di sentirlo parlare e richiamare tutto quello che di antico esisteva ancora nella sua Bova e che, quale sacro patrimonio, bisognava tenere ad ogni costo in gelosa custodia.
Eugenio Malgeri, autentico, gagliardo bovese prese parte attiva a tutte le lotte che si sostenevano per la vita e l'incremento di Bova e fu pronto ad iniziare e sostenere una lunga campagna giornalistica per contestare ed accusare i magnati bovesi che erano, a suo parere, di ostacolo al progresso del suo paese natale.
Anche io ebbi la fortuna di conoscerlo e sentirlo conversare col mio nonno materno, il quale nato a Palermo, dove il Malgeri aveva conseguito la laurea ed insegnato, godeva nell'andare spesso a trovarlo ansioso di sentirlo richiamare le bellezze della sua città natale.
Eugenio concluse la sua vita operosa tra i suoi libri e gli studi preferiti a Roma il 2 settembre 1937.
Suoi lavori sono:
1) Nota geografica (illustrazione di Strabone)
2) Libro VI della geografia di Strabone
3) Spogli di codici greci del Monastero del SS. Salvatore
4) Sul nome d'Italia
5) Tradizione geografica di Strabone
6) Cosmogonie e teogonie oceaniche (trattati questi di grande valore).
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