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Memorie - Figure bovesi

PIETRO LARIZZA

Nacque a Bova l'11 ottobre 1866.
Valente medico ed esperto chirurgo, si dedicò all'esercizio professionale con disinteressata passione, curando gli ammalati gratuitamente e ricavando i mezzi per vivere dalla rendita delle sue poche terre di Bova.
Appassionato di studi umanistici, volle fissare la sua residenza definitiva a Reggio per meglio coltivare gli studi classici ed archeologici ,limitandosi a trascorrere un breve periodo estivo di riposo e godimento nella sua Bova ,nella casa del nonno omonimo e della tanto cara mamma, la buona, energica Donna Grazia.
Cittadino di Reggio, aggiunse alla sua generosa, appassionata attività professionale quella molto impegnativa di consigliere comunale e provinciale; assessore alla pubblica istruzione, diede tale incremento alla scuola ed alle istituzioni culturali che oggi Reggio lo ricorda con l'intitolazione al suo nome di una scuola media in via Botteghelle e di un borgo in quella di Reggio Campi.
Podestà di Bova, s'interessò fervidamente alla soluzione del vitale problema della ripresa dei lavori della strada rotabile di collegamento alla Marina, da quindici anni sospesi. Nell'ansia di tale soluzione trovò la signorile maniera di far venire a Bova il 22 settembre 1930 il Sottosegretario al Ministero dei Lavori pubblici, S E. Arrigo Serpieri , il quale, con gesto di umana comprensione ed in accoglimento della fervente richiesta del podestà, appena ritornato a Roma comunicò telegraficamente l'ulteriore finanziamento dei lavori che, presto ripresi ed ultimati nel 1934, diedero alla nostra Bova un nuovo volto, quello di un'alpestre cittadina di facile accesso, meta piacevole di gite turistiche.
Stando egli a Bova, sia nel breve periodo estivo di riposo e godimento, sia in quello dedicato all'esercizio della carica podestarile, ebbe sempre le quotidiane graditissime visite degli amici anziani e giovani, uno dei quali ero sempre io. Ogni pomeriggio si dava alla passeggiata in piazza o lungo la via circolare del paese.

Lo rivedo oggi, a distanza di molti anni, mettere la mano in tasca, prendere il mezzo sigaro ed offrirlo al vecchio fumatore che incontrava, accompagnando il piccolo, ma eloquente, dono con l'augurio in grecanico, ( fuma, ce na stechi panda calò) ( fuma e che tu stia sempre bene).
Sempre energico, maestoso, instancabile metteva fuori dal prezioso serbatoio delle sue conoscenze le interessanti notizie che noi, attenti, seguivamo come le fiabe della nostra buona nonna: ora a farci conoscere episodi di storia del nostro paese, della vita vissuta dai nostri padri, ora ad intrattenerci sulla storia civile e culturale della Magna Grecia.

Eravamo un giorno nel dietropiazza di Bova: allungando il braccio egli volle indicarci il punto della contrada Bucissà dove il Vescovo di Bova Fragiacomo di Seminara col capitolo aveva fermato il capitano Melissari che, per ordine ricevuto da Reggio, ghibellina, marciava con il suo numeroso esercito contro Bova, la guelfa.
Una volta, calcando il piede sopra un rettangolino ben distinto nella piazzetta di Santa Maria, mi disse: " Andrea, qui era la tomba"; si trattava della tomba di cui parla la bellissima poesia grecanica, nella quale il giovane morto, accompagnato a l'ultima dimora dalla fidanzata, prega dalla bara la stessa a ricordarlo gettando spesso sulla tomba un poco di acqua santa.
Studioso instancabile fino agli ultimi anni della sua vita, uomo di grande cultura, profondo conoscitore delle lingue antiche, tradusse Cicerone ed Orazio meritandosi autorevoli riconoscimenti.
Rigoroso negli studi storici ed archeologici si preoccupò di selezionare le fonti, controllando la veridicità senza affidarsi alle facili leggende.

Nel 1905 pubblicò il suo primo lavoro "Rhegium Chalcidense" frutto di laboriose ricerche, col quale fa conoscere le origini della città di Reggio.
Dietro e gentile e lusinghiero invito del Prof. Maresca, preside del liceo classico di Gerace il Larizza si decise a scrivere "Locri Epizephirii" che venne alla luce nell'aprile 1930 e che contiene una documentata ricostruzione della storia e delle origini della città di Gerace.
Nel 1934 pubblicò il volume "Crotone nella Magna Grecia" nel quale sono contenute nove tavole archeologiche di frammenti del tempio di Giunone ed altrettante numismatiche con l'impronta di centoquattordici monete, quasi tutte d'argento, del quinto e quarto secolo avanti Cristo. Il forziere di questi preziosi fu da me visto ed ammirato un giorno in cui io andai a salutare il dott. Larizza nella sua abitazione di via Reggio Campi.
Il suo lavoro più noto e notevole è però "La Magna Grecia", prezioso compendio di ricerche storiche, archeologiche e numismatiche, dalle origini ai tempi di Roma, che il Larizza intese presentare sia agli italiani che a tutti i popoli stranieri; agli italiani perché la Magna Grecia è la terra feconda della sapienza dei nostri padri; agli stranieri, perché la storia della Magna Grecia è storia di tutti i popoli.
Generoso fu Pietro Larizza nell'esercizio professionale, altrettanto si mantenne nell'omaggio agli studiosi ed amici di una copia dei suoi preziosi lavori.
Chiuse i giorni della sua laboriosa e generosa vita a Reggio Calabria.
Nel cimitero di Condera una piccola lapide affida a ricordo dei visitatori la memoria dell'insigne bovese.

Pietro Larizza
medico
onorò la Calabria
con opere di storia ,archeologia, numismatica
diede alla nuda terra la nuda persona

Altri lavori di Larizza sono:

1)Storia del risorgimento
2)Gli ultimi due anni del reame delle Due Sicilie
3)Opere di Orazio (traduzione)
4)Creazioni di Cicerone (traduzione)
5)L'influenza

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Pietro Larizza

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