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Memorie - Figure bovesi

PIETRO TIMPANO

Nacque a Bova il 12 aprile 1876.
Orfano della madre fin dalla fanciullezza, venne curato dal padre e dai due zii canonici della Cattedrale.
Laureatosi in medicina si dedicò alla delicata missione con passione e disponibilità umana, impegnandosi non soltanto della cura degli ammalati, che da tutte le zone della provincia quotidianamente ricorrevano a lui, ma altresì nella ricerca scientifica dedicata alla scoperta dei mezzi e delle terapie necessarie per combattere contro le malattie più diffuse, specie la malaria; nel qual campo collaborò - come ricorda Tiberio Evoli - con l' illustre scienziato Angelo Celli.
Viveva le sue giornate di lavoro nell'Istituto Diagnostico da lui fondato sotto il patrocinio dell'Associazione Nazionale per gl'interessi del Mezzogiorno e trascorreva la domenica a Bova Marina dove aveva fondato l'Asilo Infantile ed una biblioteca, che era luogo, di riunione e delle sue dotte conferenze su argomenti scientifici e sociali.
Impegnato sociologo, si dedicò costantemente, insieme ad altri benefattori ( Zanotti Bianco, Tiberio Evoli ecc.) per la soluzione dei gravi problemi collegati alle condizioni di miseria e di arretratezza della nostra terra. In questo campo fu un autentico apostolo; ricorda di lui Tiberio Evoli: " Tasse dalla saldezza delle rocce del suo alpestre paese natale gli elementi formativi della nobiltà della sua vita e della tenacia di un'azione, che attinge i vertici di un mirabile apostolato.
Amministratore illuminato dell'Ospedale di Melito Porto Salvo, diede con gesto magnifico i fondi necessari per la costruzione di un secondo padiglione, oggi a lui intestato.
E come generoso fu in grande misura nei confronti dell'ospedale di Melito Porto Salvo, altrettanto costantemente lo fu in piccola, ma sempre preziosa misura, nei confronti di tutti coloro che si impegnavano in iniziative di carattere sociale.
Ogni qualvolta mi vedeva arrivare all'Istituto Diagnostico egli subito mi chiedeva con un eloquente sorrisetto: "A che cosa questa vostra venuta?" Egli ben sapeva che io ero andato per sollecitare la sua ulteriore collaborazione per i problemi dell'Asilo Infantile di Bova, che avevo nel lontano 1912 contribuito a fondare.
Autore di molte pubblicazioni, frutto di profonde, accurate indagini per il suo vasto, profondo lavoro, sia nel campo scientifico, che in quello sociale, egli meritò diplomi e medaglie d'argento.
Ogni anno, nel periodo estivo, egli era sempre nella sua Bova per i soliti quindici venti giorni di riposo e di godimento, agli amici, che rivedendolo si avvicinavano a salutarlo, egli era pronto a commentare: "Siamo qui per l'acqua di Pietrafilipo ".
Mi sembra di rivederlo ancora nel Bar Spadaro insieme ad amici richiamare episodi della storia bovese e raccomandare ogni iniziativa per evitare che si disperdesse il patrimonio della nostra antica civiltà.
Non si privava della passeggiata verso Santa Maria; un giorno volle essere accompagnato e salire sulla cima del Castello e riammirare l'incantevole panorama; scendendo commentò: "Se questa roccia potesse parlare, ci direbbe chi fu la prima persona a salire e quali gli avvenimenti che ne seguirono. " Oggi Bova ricorda uno dei suoi più grandi benefattori con un'effigie di bronzo collocata su piedistallo davanti al prospetto dell'Asilo da lui fondato ed a lui intitolato. Morì a Bova Marina il 14 febbraio 1964.

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Pietro Timpano

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